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Comune di Castelfidardo

Comune Castelfidardo

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Situato su un colle a 212 metri sul mare, tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone, il Comune di Castelfidardo è una splendida localita' marchigiana.

Comune di CastelfidardoGrazie a VirtualCitta' potrete visitare il Comune di Castelfidardo stando comodamente seduti e scoprire alcuni dei suoi posti caratteristici. Cliccando sul Tab "Virtual Tour 360°" aprirete la pagina delle mappe offerte da GoogleMap ®. Al suo interno un elenco vi permetterà di scegliere quale mappa caricare. Alcune Mappe contengono un elenco laterale diviso per categorie per facilitarvi la ricerca. I simboli che troverete sulle mappa indicano il posto da visitare cliccando si aprira' un fumetto che vi permetterà la visita virtuale a 360° Il Monumento di Castelfidardo

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Buona Visita.
  

La Storia del comune di Castelfidardo

Castelfidardo, nota come patria della fisarmonica, è ancora oggi tra i più importanti centri di produzione industriale di strumenti musicali.
La collina su cui sorge la città era già abitata prima che i Romani conquistassero le Marche (III - II sec. a.C.). Alcune tombe picene, rinvenute nella zona delle Fornaci, risalgono con certezza al V - IV sec. a.C.
Dopo le invasione barbariche, passata sotto il controllo longobardo, la collina era ricoperta da un ampio bosco a cui si deve il nome Valdum (dal longobardo wald, bosco) de Fico. Non lontano dal Valdum de Fico, poco dopo il Mille, sorse un castello indicato come Castrum Guicardi o Giccardi e poi Castrum Ficardi o Ficcardi.
Il castello fu menzionato sotto vari nomi, il più illustre dei quali è l'appellativo "De Castro Ficardo".
Scontri con i centri limitrofi nel periodo di lotta per il potere tra i fedeli del Pontefice (Guelfi) e i sostenitori dell'Imperatore (Ghibellini) provocarono la distruzione della città per mano di re Enzo nel 1240.
Nel XIV secolo, alla mai placata lotta tra guelfi e ghibellini si aggiunsero le miserie legate alla comparsa delle compagnie di ventura. Con l'avvicendarsi delle signorie ai comuni, Castelfidardo divenne soggetta ai Malatesta di Rimini. Protettorato anconetano nel 1449, Castelfidardo tornò definitivamente sotto il controllo della Chiesa nel 1451.
Nel 1588 furono codificati regolamenti e leggi con la pubblicazione degli Statuti. Il potere temporale del Papa portò finalmente un certo ordine ed un allargato benessere alla popolazione castellana, che superò i 5.000 abitanti all'inizio dell'Ottocento.
Il 18 settembre 1860, Castelfidardo fu teatro di uno scontro decisivo tra le truppe dell'armata piemontese del generale Cialdini e quelle pontificie: la sconfitta di quest'ultime nella Battaglia di Castelfidardo determinò l'annessione dell'Umbria e delle Marche al Regno d'Italia.
Verso la metà del XIX secolo ebbe origine, grazie all'ingegno di Paolo Soprani, l'attività di costruzione delle fisarmoniche che trasformerà l'economia di Castelfidardo.
La comunità locale ne ebbe beneficio per oltre un secolo e la città si espanse notevolmente portando i residenti ai quasi 18.000 abitanti attuali. Nel 1988 ottenne il titolo di "città".

Da vedere a Castelfidardo.

Il Monumento alla Battaglia
Monumento della Fisarmonica
La Collegiata di Santo Stefano
Il Museo della Fisarmonica
Porta Marina

Il Comune di Castelfidardo e la Fisarmonica

Ubicato nel piano seminterrato del palazzo comunale, in suggestivi ambienti seicenteschi, il museo della fisarmonica è dedicato allo strumento musicale che ha avuto nella città di Castelfidardo, per oltre un secolo, il maggior centro di produzione. Infatti, è proprio in questo Comune che, nel 1860, si videro nascere i primi organetti e le prime fisarmoniche. Ruolo decisivo per lo sviluppo di questa nuova attività lo ebbero l'abile stornellatore Paolo Soprani e la sua famiglia.
La collaborazione tra Paolo ed i suoi fratelli durò però assai poco. Visti i sorprendenti risultati di vendita ed in considerazione delle richieste che provenivano ormai da ogni parte d'Italia, il fratello Settimio aprì nel 1872 un proprio laboratorio. In quegli anni nelle Marche e nel vicino Abruzzo era un fiorire di laboratori che producevano essenzialmente il prodotto più semplice e meno costoso: il "du botte" o diatonico a 2 bassi.
Il vero e proprio decollo dell'industria della fisarmonica a Castelfidardo si ha alla fine dell'800; lo confermano sia i dati della produzione sia quelli relativi al numero degli addetti.
Proprio in quegli anni la forte richiesta del mercato estero spinge i Soprani a meccanizzare la produzione.
Superati alcuni periodi di crisi, dovuti al crollo della borsa statunitense e, successivamente, al cambiamento dei gusti musicali delle popolazioni, oggi Castelfidardo si è creato una nicchia anche commerciale che deve tentare di valorizzare al massimo.
Le trenta aziende che operano attualmente nel Comune e le altrettante del resto del territorio italiano avranno un futuro se riusciranno, come fece Paolo Soprani nel 1863, a leggere attentamente i tempi che stiamo vivendo.
Il museo quindi, non solo vuole documentare la storia di uno strumento musicale, ma intende anche rendere omaggio alle maestranze ed ai molti imprenditori artigiani ed industriali che con la loro opera hanno contribuito a trasformare culturalmente questa zona delle Marche creando una ricchezza impensabile per una economia che per secoli è rimasta legata all’agricoltura.
La realizzazione del museo rappresenta un efficiente mezzo didattico perché dalla semplice osservazione degli strumenti e dei pannelli fotografici, è possibile seguire le fasi evolutive della fisarmonica, la classificazione, i personaggi che hanno ruotato e ruotano intorno ad essa e comprendere un affascinante mondo artigiano intriso di sudore, di orgoglio e di inventiva. La collezione è composta da circa 360 esemplari tutti diversi tra loro e, tra quelli minori, questo di Castelfidardo è uno dei musei più visitati delle Marche (media annuale circa 12.000 presenze).

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